LETTERA DEL PRES

Cari ragazzi del Celtic,

è’ stata un’annata fantastica, meravigliosa, stupenda. Sono tutti superlativi che avete usato, e che hanno usato anche avversari e osservatori, per definire la Vostra stagione. Siete partiti in pochi, lo staff tecnico alla prima esperienza, il presidente esordiente e molti di Voi al primo campionato in federazione. Quale era l’obiettivo? Divertirsi, giocare, stare insieme. Nessuno aveva chiesto “risultati”. E invece la stagione Vi ha visto protagonisti di qualcosa di grande. Il risultato sportivo conseguito è incredibile e inaspettato e questo rende merito alle Vostre capacità, alla Vostra bravura e al Vostro impegno. Per la società è stato un anno di grande evoluzione, un bagaglio di nuove conoscenze che torneranno utili per il futuro. Al primo allenamento abbiamo presentato lo staff tecnico dicendo che era uno staff di primo ordine: si è rivelato uno staff eccezionale capace di guidarVi sia nella crescita tecnica sia nella crescita del gruppo squadra e che ha supportato la società aiutandola a migliorarsi.

Il viaggio è stato lungo. L’esordio vittorioso a Zanè, con il presidente “imbranato” che non trova la distinta dei giocatori, le prime vittorie, la sconfitta in casa con il Monte di Malo in un Consolini pieno di spettatori, la sconfitta nel girone di andata con il Noventa quando ci siamo presentati in 9, mister compreso in campo. La lunga pausa invernale, la ripresa del girone di ritorno, l’immeritata sconfitta negli ultimi minuti con la corazzata Monte di Malo e la sconfitta interna contro un Bonavigo che ci ha distrutti, la vittoria interna con il Noventa, un 4-3 di messicana memoria, che si rivelerà decisiva per strappare il pass per i play off.

Durante questo percorso due comuni denominatori: la continua falcidie di infortuni gravi, Save, Diego, Fiume, Zano, Dade, Diego, (abbiamo passato più tempo a prenotare visite e controlli che a organizzare la società…) che ci ha privato di molti giocatori (forse questo è l’unico rammarico di quest’anno, quali risultati si sarebbero potuti ottenere con la squadra al completo?) ma dall’altra parte l’unione del gruppo che non ha mai mollato, remando sempre coeso sotto la sapiente guida dello staff tecnico. I play off sono stati il giusto premio. Da qui in poi, un coacervo di emozioni. Pronostico contro, solo partite in trasferta e solo un risultato possibile per raggiungere l’eventuale finale. Siete stati “pazzeschi”.

Prima quello che sarà ricordato come il MIRACOLO DI BONAVIGO. Senza gli infortunati e con due squalificati, Vi siete presentati contati con il mister tra i convocati. Ma sugli spalti eravate tutti presenti: infortunati, squalificati e amici al seguito. Vinciamo una partita per cuori forti, epica. Poteva vincere il Bonavigo, onore ai nostri avversari, e invece la portiamo a casa noi. L’abbraccio finale al triplice fischio, con l’invasione in campo di chi era sugli spalti, rimane per noi l’immagine più bella ed emozionante di tutto l’anno. Si va a Noventa, recuperiamo gli squalificati e Dade. E qui avviene un’altra impresa: sotto il primo tempo la ribaltiamo nel secondo. Poteva vincere il Noventa, onore ai nostri avversari, la vinciamo noi e andiamo in finale a giocarci una promozione in C2. Permettetemi una battuta: la SNAI nei pronostici di inizio anni non ci aveva nemmeno quotati……. Perdiamo contro una squadra fortissima, l’INFINITY ACADEMY, costruita prevalentemente con giocatori brasiliani, sono tecnici, completi e senza punti deboli. Giocano un futsal formidabile e spumeggiante. Ma a 8 minuti dal termine eravamo ancora lì in partita, 1-1, a rendere la vita complicata ai nostri avversari, senza mollare di un centimetro. In due minuti il match vira a loro favore e vincono meritatamente.

Non si va in C2. Il finale però riserva ancora una manifestazione della Vostra grandezza: lo sconforto, l’amarezza per la sconfitta, lasciano il passo alla sportività, anziché recriminare siete subito andati a complimentarvi con i vincitori, stringendo le loro mani e accomunandoli in un bellissimo applauso. Complimenti ragazzi del Celtic, nella sconfitta una grande dimostrazione di maturità, di sportività e di come va inteso il futsal conformemente a quelli che sono i principi della nostra società. CHAPEAU!!!

Chiudiamo con i ringraziamenti. Come farli? Semplice: li meritate singolarmente, con un abbraccio virtuale:

grazie MAPO, grazie MAYO, grazie TONY, grazie ALE

grazie PIETRO, grazie LUIGI

grazie SAVERIO, grazie LEONARDO, grazie MILAN, grazie RICCARDO, grazie ELIA, grazie MATTIA, grazie DIEGO, grazie MARCO, grazie DAVIDE, grazie MATTEO, grazie SIMONE, grazie MATEO, grazie GREGORIO, grazie MIRKO, grazie FERNANDO, grazie DIEGO, grazie NICOLO’.

SIETE STATI IL NOSTRO ORGOGLIO!!!!!!!

Adesso permettetemi di togliere la parola al Pres e lasciarla al suo alter ego, ovvero al Beppe, un signore, chiedo scusa, altrimenti si offende, un “ragazzo”, che compie 59 anni fra due mesi, ex portiere di calcio a 11 ed ex laterale nel calcio a 5. Il suo ringraziamento è molto personale ed esce da quello che è l’ambito sportivo.

“Penso che a una certa età una cosa molto difficile è rivivere le emozioni che hai provato in età giovanile, riuscire a portare indietro il calendario e le lancette dell’orologio. Cari ragazzi del Celtic, Voi siete riusciti a regalarmi proprio questo: mi avete fatto tornare in campo, mi avete fatto risentire il rumore di una partita, l’odore dello spogliatoio, la condivisione di un dopo allenamento/partita, la delusione di una sconfitta e la gioia di una vittoria, l’attesa di una partita importante. I giorni precedenti le partite di play off sono stati un turbinio di ricordi di quando quelle partite mi vedevano direttamente coinvolto, le notti sono state delle “notti prima degli esami” condite da pensieri, ansie e speranze. Addirittura, dopo Bonavigo avevo la carne greva alle gambe. Nonostante la differenza di età, credetemi, le sensazioni sono state le stesse, identica tensione, identica emozione, identica partecipazione, identico coinvolgimento. Cari ragazzi del Celtic mi avete riportato ai miei 20 anni e questo è il regalo più grande che mi avete fatto. Questa è felicità.”

Grazie Beppe